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Cosa dice la legge

Pertinenza dell’ultimo piano
L'ambiente ricavato sotto il tetto dell'edificio in condominio, in modo da formare una camera d'aria limitata in alto dalla struttura del tetto ed in basso dal solaio il cui perimetro corrisponde ai vani dell'ultimo piano (cosiddetto sottotetto), assolve, di regola, ad una funzione isolante e protettiva di questi vani e, quando non risulti una diversa destinazione o non sia diversamente disposto dal titolo, non è, quindi, oggetto di comunione ma costituisce pertinenza dell'appartamento dell'ultimo piano.

Il sottotetto

di un edificio in condominio se non è incluso esplicitamente tra le parti comuni di un condominio e se non ci sono altri titoli comprovanti la proprietà e poiché esso di regola assolve una funzione isolante e protettiva (dal caldo e dal freddo) dell’ ultimo piano costituisce normalmente una pertinenza di questo, qualora non ne sia dimostrata una destinazione diversa.

L' alloggio sottostante

il sottotetto si pone in rapporto di dipendenza con i vani stessi cui serve da protezione e non può essere, pertanto, da questi ultimi separato.

Vivere in un sottotetto

Il sottotetto si configura spesso come uno spazio particolare.

La sua particolarità dipende da molti fattori, alcuni evidenti, quali per esempio il tetto e il suo rapporto con il cielo o le finestre.

Altri sono meno evidenti ma molto vincolanti tra cui, per esempio la presenza delle colonne di scarico o la possibilità di realizzarne di nuove senza dover passare attraverso i locali dei piani sottostanti.

La necessità di allacciarsi alle colonne di scarico esistenti, talvolta poche o inesistenti, obbliga il progettista a disporre i bagni e la cucina della nuova mansarda in modo tale da raggiungere le suddette colonne e pertanto o esattamente sopra i servizi del piano sottostante, oppure ad una distanza tale che attraverso le necessarie pendenze le si possa raggiungere.

La presenza delle colonne di scarico costituisce, dunque, un vincolo abbastanza forte per la distribuzione dei locali al sottotetto.

Nel caso di una abitazione indipendente, un altro vincolo forte è dato dalla posizione dell’accesso:

quasi sempre attraverso le scale condominiali, oppure nei casi più fortunati, con l’ascensore, in linea di massima la posizione dell’ingresso deve essere adeguata a quella degli ingressi dei piani sottostanti.

Nel sottotetto la zona con altezza maggiore è, generalmente al centro.

Se negli appartamenti “tradizionali” la zona centrale è quella destinata di solito a un corridoio o anticamera, così da dare alle stanze le finestre, nel caso del sottotetto sarebbe un peccato “sprecare” la zona con maggiore altezza per uno spazio accessorio quale quello di un corridoio.

Poiché, inoltre, uno dei requisiti fondamentali è l’altezza, il fatto di perdere lo spazio con altezza maggiore significa rischiare di non riuscire a realizzare del tutto la trasformazione a meno di cambiare progetto.

Ecco perché nel caso del sottotetto la tipologia più adatta è quella dell’appartamento a pianta libera, in cui la zona a giorno funge anche da spazio di distribuzione centrale su cui si aprono altri locali.


Abitare una mansarda

Per certi regolamenti edilizi

il sottotetto può essere trasformato in abitazione, presentando un adeguato progetto all’amministrazione comunale che comprenda anche disegni delle parti esterne, pagando eventuali oneri  per il cambio di destinazione d’uso e le urbanizzazioni.
Per rendere abitabile e trasformare un sottotetto in abitazione è necessario di solito rinforzare la soletta per adeguarne le possibilità di carico, ferme restando, anche in questo caso, le verifiche statiche sull’intero fabbricato e geologiche sul terreno

Solaio abitabile:

è il caso più favorevole, in quanto le condizioni strutturali e cioè la portata del pavimento, l’isolamento termoacustico e gli impianti elettrico, idraulico e riscaldamento sono già soddisfatte o possono esserlo con lavori limitati e con costi contenuti e in cui l’altezza media è già in regola. In Lombardia,il minimo è 2,40 metri in ogni locale abitabile e, cioè, ovunque salvo che in bagno e ripostigli.

Trasformare un sottotetto

in abitazione comporta normalmente la realizzazione sul tetto comune di abbaini, nonché l’apertura di finestre per dare luce alla nuova unità.

L' Architetto

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