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Il parquet tradizionale
LA POSA IN OPERA
Il pavimento in parquet può essere
posato a terra incollato (con colle viniliche o
bi-componenti), o galleggiante, o inchiodato (nella
tipologia "listoni" o anche prefiniti di spessore circa mm
22) su sottofondo in cui siano stati precedentemente
annegate delle liste di legno, con sezione a coda di rondine
(dette magatelli) dove si va effettivamente a conficcare il
chiodo che fissa la tavola.
La posa inchiodata, vista la particolare
preparazione del sottofondo, la buona manualità richiesta,
la necessità di tavole spesse almeno 22 mm, e gli effetti
secondari non più facilmente accettati (possibilità di avere
tavole che si muovono leggermente scricchiolando) sta
rapidamente diventando desueta.
I listoni da 22 mm, che fino agli anni 1980/1990 venivano
inchiodati, ora vengono essiccati con metodi particolari
(sottovuoto) dal produttore, conferendogli maggiore
stabilità, e incollati con collanti appositi.
Comportamento
Il parquet una volta esposto alla luce e
all'aria, a pavimento finito, inizia un processo di
ossidazione che lo porta a cambiare colore (tipicamente ma
non esclusivamente, scurendosi) e rendere più omogenee le
sue venature (tipico comportamento del Teak Asia).
Questo processo varia per velocità ed
intensità in riguardo alla specie legnosa (normalmente i
legni esotici ossidano di più), alla quantità di luce a cui
viene esposto, e alla finitura applicata (diversi tipi di
vernici possono dare sia risalto al colore e all'ossidazione
che limitarlo molto), e sebbene visibile in modo evidente
nei primi mesi di vita del pavimento, può proseguire via via
più lentamente anche per svariati anni.
Il parquet è un materiale sempre 'vivo'
e quindi risente degli sbalzi di umidità estate/inverno
tipici delle abitazioni moderne: in condizioni di scarsa
umidità le tavolette si restringono leggermente portando a
fessurazioni della pavimentazione, che poi lentamente si
richiudono al ritorno in condizioni di umidità normale.
Condizioni di umidità eccessiva
(condensa, perdite d'acqua o infiltrazioni anche leggere ma
continuative, cattiva manutenzione) portano le tavolette a
imbibirsi ed allargarsi, fino ad arrivare a spingere e
sollevarsi dal sottofondo, strappandolo, o, per essenze
particolarmente nervose (quali tipicamente legni
sudamericani) in casi eccezionali addirittura a danneggiare
i tavolati del locale.
La maggior parte dei problemi di stabilità
sono stati comunque risolti dal parquet multistrato
che risente molto debolmente delle variazioni termo
igrometriche dell'ambiente in cui è inserito.
Magistrali interpreti dell’armonia e del
calore del legno massello, i parquet tradizionali in
massello vantano il pregio di una posa e di una qualità di
finitura artigianale altamente professionali.
La composizione in puro legno nobile con spessori che
variano da 10 a 24 mm, mantiene inalterate le proprietà
delle liste , garantendo bellezza e durata nel tempo.
La
vasta gamma di dimensioni e di specie legnose disponibili è
in grado di soddisfare le esigenze estetiche, funzionali ed
economiche più disparate.
Una sapiente lavorazione consente infatti di ridurre il
numero dei trattamenti, offrendo un risultato di naturale
splendore.
I parquet tradizionali
possono vantare una gamma estremamente
ricca di colori ed essenze, composta da liste in legno
massello di spessori e dimensioni variabil.
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