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1) FAR EFFETTUARE LA MANUTENZIONE DELLA CALDAIA SECONDO
LE MODALITA’ PREVISTE PER LEGGE.
Almeno una volta l'anno far controllare tutto l'impianto, non
soltanto la caldaia, e almeno ogni due anni farne controllare il
rendimento di combustione (prova dei fumi).
Il manutentore, al termine del controllo, rilascia al
responsabile dell'impianto copia della "Dichiarazione attestante
il controllo tecnico dell'impianto".
2) PER LA MANUTENZIONE RIVOLGERSI SOLO A OPERATORI ABILITATI.

La legge 46/90 prescrive che le opere di installazione,
ampliamento, trasformazione e manutenzione degli impianti a gas
a valle del contatore siano eseguite soltanto da operatori
abilitati, in possesso di determinati requisiti
tecnico-professionali attestati da un documento rilasciato dalle
Camere di Commercio o dalle Commissioni Provinciali per
l'artigianato.
3) ATTENZIONE AL PERIODO DELL’ ANNO E AL NUMERO MASSIMO DI ORE
AL GIORNO IN CUI E’ CONSENTITO ACCENDERE IL RISCALDAMENTO.
Per conoscere limiti di orario e periodi della propria zona
climatica ci si può rivolgere al Comune di riferimento.
Ricordarsi, inoltre, di mantenere una temperatura media degli
ambienti non superiore a 20° C (con una tolleranza di 2° C) come
previsto per legge.
4)
CONSERVARE SCRUPOLOSAMENTE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALL'
IMPIANTO.
Non solo il libretto di impianto ("Dichiarazione di conformità"
per impianti costruiti dopo il 13 marzo 1990 oppure il documento
equivalente per impianti costruiti prima), ma anche le copie
delle dichiarazioni attestanti il controllo tecnico
dell'impianto, consegnate a seguito dei controlli e della
manutenzione annuale.
5) VERIFICARE LA PRESENZA DEL MARCHIO CE SULLE APPARECCHIATURE.
Quando si acquista un apparecchio a gas è sempre opportuno
verificare che sia presente il marchio CE, sinonimo di qualità e
soprattutto di sicurezza. Questo marchio è obbligatorio e
testimonia che l'apparecchio è stato prodotto e collaudato
secondo i criteri prescritti dalla direttiva europea 90/396/CEE.
6) ESEGUIRE UN CONTROLLO PERIODICO SULLO STATO DI
CONSERVAZIONE DEL TUBO DEL GAS PER IL COLLEGAMENTO APPARECCHIO -
IMPIANTO.
7) GARANTIRE UNA CORRETTA VENTILAZIONE
dei locali ove è installata la caldaia
8) EVITARE L'INSTALLAZIONE IN BAGNO E IN CAMERA DA LETTO
DI CALDAIE A GAS O DI SCALDABAGNI INTERNI.
9) CHIUDETE IL RUBINETTO GENERALE DEL GAS ogni
sera, prima di andare a dormire e in caso di assenze.
10) SE SI PERCEPISCE ODORE DI GAS: aprire porte e
finestre del locale cercando di favorire il ricambio d'aria;
chiudere il rubinetto d'intercettazione generale
dell'appartamento o del contatore; non accendere per nessun
motivo apparecchi elettrici o che generano scintille; chiamare
immediatamente il pronto intervento da un telefono esterno
all'ambiente per far eseguire un controllo.
 
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Le tipologie di caldaie per
riscaldamento autonomo
Esistono tre differenti tipologie di
caldaie che si differenziano essenzialmente per il modo
in cui esse prelevano l'aria necessaria alla combustione del
gas. Il processo di combustione avviene nel bruciatore in
seguito alla miscelazione con l'ossigeno presente nell'aria.
Inoltre, i fumi della combustione scaldano l'acqua presente nel
circuito fino alla temperatura desiderata, che può essere,
ovviamente regolata sui pannelli di controllo frontale.
Caldaia a camera aperta
Questo tipo di caldaia preleva dall' ambiente
l' aria che serve per la combustione, cioè per bruciare il gas,
attraverso una piccola apertura frontale. I fumi della
combustione, caldi e leggeri, vengono scaricati con tiraggio
naturale attraverso una canna fumaria verticale, che li
convoglia in un camino posto sul tetto, o con un condotto che li
porta all' esterno.
Nei nuovi impianti questo
tipo di caldaia deve essere collocato, per legge, all'esterno
della casa o in appositi locali aerati. Particolari modelli,
dotati di sistemi di protezione dagli agenti atmosferici,
possono essere collocati sui balconi, anche al di fuori di
armadietti o nicchie.
E'
possibile installare questo tipo di caldaia all'interno
di un'abitazione solo per sostituirne una dello stesso tipo, già
installata in precedenza.
E'
vietato collocarla in bagno e in camera da letto.
Oltre al
collegamento dell'apparecchio alla canna fumaria, è obbligatorio
per legge (legge 46/90) un'apertura di ventilazione del locale
per ripristinare nell'ambiente il corretto livello di ossigeno
ed espellere l'aria viziata. La sua superficie si calcola in 6
cmq per ogni kW di potenza dell'impianto, con un massimo di 100
cmq.
Caldaia a camera stagna
In questo tipo di caldaia la fiamma è
completamente isolata dall'ambiente e l'aria viene prelevata
dall'esterno attraverso un doppio tubo che serve anche a
espellere l'aria inquinata interna. In questo caso, il tiraggio
è forzato da un piccolo ventilatore inserito nel circuito di
combustione.
Le
caldaie a camera stagna possono essere installate in qualsiasi
locale, compreso il bagno e la camera da letto, in
quanto il prelievo e l'espulsione dell'aria avvengono
direttamente dall'esterno. Il loro costo è maggiore rispetto ai
modelli a camera aperta, ma hanno il vantaggio di essere isolate
dall'ambiente in cui vengono inserite.
Caldaia a condensazione
In questo nuovo tipo di caldaia, il calore
dei gas combustibili, che nei modelli tradizionali è espulso con
i fumi di scarico, viene, invece, recuperato. Questo vapore
caldissimo è, infatti, condensato e riutilizzato nel processo di
riscaldamento.
Le
caldaie a condensazione consentono un notevole risparmio
energetico e producono un minore inquinamento.
Il loro
costo è superiore del 30-40 per cento rispetto alle caldaie
tradizionali, ma viene ammortizzato in un arco di tempo ridotto
in quanto il loro rendimento è superiore, in media, del 10-15
per cento.
Essendo
totalmente a tenuta stagna, possono essere inserite in qualsiasi
ambiente domestico, previa installazione di un tubo di scarico
dell'acqua di condensa, che può essere convogliata nella rete
delle acque nere o bianche.
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