Ci sono
in commercio diversi
tipi di lampade per usi
diversi. Di seguito solo
le più diffuse:
Innanzitutto ogni tipo di lampadina viene classificata attraverso i suoi due parametri più importanti: la tensione di alimentazione (V = Volt) e la potenza (W = Watt).
La potenza non è indice diretto del flusso luminoso emesso (misurato in lumen), poiché questo è determinato anche dall'efficienza luminosa, ovvero il rapporto tra l'energia luminosa visibile emessa e l'energia elettrica assorbita.
L' energia
perduta è emessa in zone
dello
spettro elettromagnetico
non percepibili
dall'occhio umano:
Infrarosso e
ultravioletto.
Inoltre una lampadina
viene anche catalogata
attraverso la sua forma:
la forma più comune è la
lampadina a goccia, poi
c'è la forma a oliva, a
tortiglione, a sfera, a
peretta, tubolare, ecc.
Un altro elemento caratteristico di una lampadina è la tonalità della luce emessa, più calda o più fredda. Normalmente si definisce questo parametro come temperatura di colore, ovvero la tonalità che avrebbe la luce emessa da un corpo nero ideale riscaldato alla temperatura data.
Questo valore è espresso in gradi kelvin. È da sottolineare che quando si parla di luce calda, si intende in realtà una luce tendente alla parte rossa dello spettro e quindi emessa in realtà da un corpo più freddo.
Un' altra caratteristica importante della lampadina è costituita dal suo attacco che si chiama virola; questa può essere di alluminio, di ottone o di acciaio nichelato e ha, generalmente due forme tipiche: a vite o a baionetta.
A sua volta la virola ha diverse dimensioni in funzione della potenza della lampadina. La forma più comune della virola nell'Europa continentale è quella a vite con diametro di 27 mm e viene detta quindi virola tipo E27 (la E è l'abbreviazione di Edison).
In Gran Bretagna ed in alcune zone della Francia viene invece usata la virola a baionetta con diametro di 22mm. Da qui la denominazione di virola tipo B22 (la B è l'abbreviazione di Bayonet
