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La legge:

Normativa caldaie

Il d.lgs. 192/05,  la cosiddetta “normativa caldaia”,  attuativa della direttiva 2002/91/CE è finalizzata principalmente alla riduzione dell'inquinamento e al risparmio energetico.

Vengono in pratica dettate nuove norme relativamente ai livelli di isolamento termico, all'installazione e manutenzione degli impianti,oltreché alla certificazione energetica degli edifici, che diventa obbligatoria per quelli nuovi o ristrutturati.

Per molti Comuni l'assenza del proprietario ai controlli fissati viene intesa come accesso negato e rifiuto, quindi e' bene fare attenzione, non sottovalutando l'importanza dei controlli e la propria responsabilità.

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Ogni quanto tempo
Per le caldaie autonome, ovvero per gli impianti di potenza inferiore ai 35 kw che normalmente si trovano nelle nostre case, la normativa caldaia di riferimento è la UNI 10436/96, mentre per quelle condominiali, ovvero di potenza superiore ai 35 kw, valgono le norme UNI 10435/95. Entrambe prevedono manutenzioni con cadenza minima annuale.

Quali i controlli
I controlli che vengono eseguiti sono quelli riportati sul libretto di uso e manutenzione della casa costruttrice che coincidonoi con quelli definiti dalla normativa vigente.

Il tecnico deve provvedere a redigere e sottoscrivere un "rapporto di controllo tecnico” (allegato G) conforme ai modelli previsti dalla legge.

Quali le sanzioni?

Il responsabile dell'impianto e' colui  che occupa l'immobile dove questo si trova (proprietario, inquilino oppure il "terzo responsabile" da questi nominato) deve mantenere in esercizio l'impianto e provvedere affinché siano eseguite le operazioni di controllo e di manutenzione secondo quanto prevede la legge

Qualora cio' non avvenga, sono applicabili sanzioni amministrative variabili da 500 fino a 3.000 euro.
La legge consente inoltre alle imprese di distribuzione del gas di sospendere la fornitura su richiesta dell'ente locale (Comune o Provincia) nei casi in cui l'impianto risulti non conforme alle norme oppure qualora il responsabile dello stesso (proprietario, inquilino, etc.) si rifiuti ripetutamente di consentire i controlli.

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Revisione periodica della caldaia

Questa operazione va eseguita con puntualità e scrupolosità sia per ragioni di sicurezza personale sia per motivi legati al risparmio energetico e di conseguenza economico.

La materia ha infatti subito diversi interventi legislativi, succedutisi nel corso del tempo, i quali hanno ingenerato una certa confusione negli italiani meno esperti sull' argomento

Come essere in regola con le norme in vigore.

caldaia manutenzioneSeguire le regole di gestione, manutenzione e revisione delle caldaie è semplice: basta attenersi a quanto previsto dalla legge D.P.R. n. 412 del 1993 e D.P.R. n. 551 del 1999. E’ importante effettuare la revisione con regolarità per ridurre i consumi e i rischi di un cattivo funzionamento.  Una costante manutenzione degli impianti comporta, ovviamente, minori spese per consumi, una migliore qualità dell’aria e una maggiore sicurezza degli ambienti in cui soggiornamo.

Chi deve eseguire la revisione della caldaia?

Gli interventi di manutenzione e revisione delle caldaie devono essere eseguiti da tecnici specializzati o da una impresa abilitata ai sensi della Legge 46/90. Gli adempimenti della revisione caldaie dipendono dalla potenza dell’impianto stesso.

Fondamentale è affidarsi sempre e solo a personale qualificato, per la qualità dei servizi e per la garanzia di sicurezza, come previsto dalle normative.

Tutti i controlli andranno annotati sul Libretto d’impianto delle caldaie o sul Libretto centrale per quelle di potenza superiore. Sarà obbligo del tecnico, ultimata la revisione della caldaia, rilasciare una dichiarazione di avvenuto controllo e manutenzione.

Gli adempimenti della revisione delle caldaie.

Normativa per caldaie con potenza uguale o minore a 35 KW:

  • controllo e manutenzione ogni anno

  • verifica del rendimento di combustione ogni 2 anni (prova dei fumi).

Normativa per le caldaie con potenza superiore a 35 KW:

  • ulteriore controllo a metà del periodo di riscaldamento

  • controllo bimestrale del consumo di acqua attraverso la lettura del contatore

  • controllo annuale delle condizioni generali del serbatoio del gasolio

  • controllo specifico e approfondito dello stesso serbatoio ogni 5 anni

  • pulizia interna della caldaia ogni qualvolta  la temperatura dei fumi superi i 50°C

  • controllo bimestrale del rendimento di combustione con rilevamento della percentuale di anidride carbonica, per i combustibili gassosi, mediante l’indice di Bacharach, per i combustibili liquidi

Tipologie delle caldaie

Le caldaie murali per riscaldamento domestico sono generalmente realizzate con uno scambiatore in acciaio e consentono una necessaria compattezza dimensionale.

Gli scambiatori in questi tipi di caldaia sono in acciaio austenitico, atto cioè a resistere alle temperature di fiamma ed alla corrosione legata al processo di combustione.

Questo tipo di generatore di calore è, in alcuni casi, dotato di bollitore di ridotte dimensioni per la produzione di acqua calda sanitaria ed alta capacità di scambio e, in altri casi, di scambiatore sanitario a scambio rapido, a forma di bollitore a serpentina di piccole dimensioni, detto boilerino o scambiatore a piastre (produzione acqua calda di tipo istantaneo). Le caldaie murali si suddividono in tre tipi:

  • Tipo A: a camera aperta senza canna fumaria: non è più a norma, doveva essere collocata in spazi aperti.

  • Tipo B: a camera aperta con canna fumaria a tiraggio naturale: deve essere collocata in locali areati, con assoluta esclusione di bagni, camere da letto e di locali dove siano presenti camini privi di autonoma presa d'aria, o all'aperto, per prevenire la formazione nei locali di ossido di carbonio per carenza di ossigeno.

  • Tipo C: a camera chiusa con canna fumaria a tiraggio forzato: poiché è stagna l'aria di combustione viene prelevata dall'esterno attraverso una tubazione: la caldaia può quindi essere collocata in qualsiasi locale, eccetto l' autorimessa, purché ventilato (al fine di prevenire concentrazioni di gas a seguito di perdite dalle giunzioni).

Anche per effetto della normativa vigente (Legge 10/91 e DPR 412), tendente anche a garantire la sicurezza relativamente allo scarico dei prodotti di combustione, il mercato italiano si è andato evolvendo verso l'installazione di caldaie a camera stagna a tiraggio forzato. In questa caldaia la combustione avviene in una camera chiusa (stagna) rispetto all'ambiente circostante, ciò comporta la necessità di prelevare aria comburente dall'esterno tramite apposite condotte, con conseguente necessità di dotare la caldaia stessa di un elettroventilatore con funzione di prelievo dell'aria esterna e per forzare (tiraggio forzato) l'espulsione dei prodotti di combustione verso il camino che li disperde. Se da un lato quest'ultimo tipo di caldaia garantisce la sicurezza rispetto al travaso di gas di combustione all'interno degli ambienti, dall'altro fa insorgere problematiche legate allo scarico dei prodotti della combustione ed alle relative condotte di fumisteria, che risultano in pressione e che devono garantire (anche nel tempo) la tenuta. Le caldaie murali possono essere per installazione interna o per installazione esterna in appositi armadi di contenimento.

Un'evoluzione tecnica di questo tipo di caldaia si è avuto con l'introduzione sul mercato delle caldaie a condensazione. Questo tipo di generatore di calore ha la caratteristica di recuperare il calore di condensazione ed è pertanto caratterizzato da rendimenti termici eccezionali, oltretutto con un'emissione di ossido di carbonio e di altri residui pericolosi assai contenuto. Queste caldaie sono quasi sempre del tipo a tiraggio forzato con combustione realizzata premiscelando l'aria al combustibile e rappresentano il futuro nella realizzazione di generatori di calore. Riescono ad ottenere notevoli risparmi di combustibile anche con i termosifoni tradizionali, ma ottimizzano il loro rendimento soprattutto se abbinate a soluzioni ad irraggiamento, come i pannelli radianti.

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