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NEWS Da una ricerca svolta dal Politecnico di Torino sull'efficienza di 21.147 interruttori differenziali installati nei luoghi più svariati è risultato che, azionando il tasto di prova, il 24% degli interruttori differenziali sono difettosi! Nessun risparmio è provato che le richieste economiche di personale non autorizzato, sono quasi sempre simili se non maggiori di quelle che spetterebbe a un elettricista in regola con la Legge 46/90, con in più la garanzia di professionalità. Chi interviene per lavori e adeguamenti su un impianto elettrico deve rilasciare a fine lavori un documento chiamato "dichiarazione di conformità" che attesti di aver eseguito i lavori secondo la normativa vigente. La dichiarazione di conformità è un documento importante che va conservato con estrema ed esibito alle autorità richiedenti in caso di controlli o incidenti. Salvavita nelle abitazioni La legge 46/90 si applica non solo agli impianti condominiali, ma anche all'impianto elettrico delle singole abitazioni. Queste sono ovviamente di competenza dei singoli condomini. In realtà, le tubazioni del riscaldamento, dell'acqua, del gas e i ferri del cemento armato sono comuni a tutto 'edificio, così come l'eventuale impianto di terra. Ne consegue che un guasto a terra in un appartamento sprovvisto di interruttore differenziale (comunemente chiamato salvavita) può provocare un pericolo tramite gli elementi metallici suddetti, o lo stesso impianto di terra, negli altri appartamenti e nei servizi condominiali, ad esempio a causa di uno scaldacqua o di una lavatrice difettosi. Sono già accaduti infortuni mortali in situazioni del genere. Il progetto Il progetto è obbligatorio, anche quando i servizi condominiali sono alimentati da più contatori, per l'impianto elettrico alimentato dal singolo contatore con potenza contrattuale superiore a 6 kW (ascensore incluso), quando la centrale termica è a gas, se l'autorimessa ha capacità di parcamento maggiore di nove veicoli o con più di nove box che non si affacciano su spazio a cielo aperto e se esistono locali per i quali sussista pericolo di esplosione o rischio di incendio. Della mancanza di progetto degli impianti condominiali, dove richiesto, è responsabile non solo l'installatore, ma anche l'amministratore; in caso di infortunio la responsabilità diventa penale per negligenza e imprudenza. Conclusioni Spesso l'amministratore o il proprietario sono vittime inconsapevoli di quanti continuano indisturbati a progettare e ad installare gli impianti elettrici senza conoscere veramente le norme tecniche e di legge, e rilasciano, su richiesta, false dichiarazioni di conformità. Smascherare e combattere questi fuorilegge è nell'interesse di tutti, soprattutto degli amministratori e proprietari, sui quali grava la responsabilità di garantire la sicurezza altrui.
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Le statistiche e le cronache quotidiane mettono in evidenza la pericolosità dell'uso dell'energia elettrica negli ambienti domestici. Tenendo conto che i luoghi residenziali abitativi sono in massima parte frequentati da persone non addestrate alla scelta e all'uso di materiali e componenti elettrici, una parte rilevante spetta, ai fini della sicurezza, al tipo di impianto elettrico realizzato e alla capacità dell'esecutore dell'impianto stesso. La sicurezza elettrica, per essere messa in pratica, si avvale delle "Norme di sicurezza degli impianti", stabilite dalla Legge n. 46 del 1990, con lo scopo di garantire a tutti i cittadini la sicurezza nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro dai possibili pericoli derivanti dagli impianti tecnici.
Per l'installazione, le modifiche o la manutenzione
dell'impianto elettrico ricorrere sempre a imprese abilitate.
Dopo ogni intervento sull'impianto farsi rilasciare la dichiarazione di conformità fornita dall'impresa che ha eseguito i lavori. Non improvvisare un impianto di terra collegando il morsetto di terra di un elettrodomestico al tubo dell'acqua: può essere molto pericoloso. Installare prese di tipo italiano perchè sono schermate, hanno cioè delle protezioni davanti agli alveoli che non consentono di introdurre chiodi, spilli e altri oggetti acuminati: operazioni molto pericolose specialmente per i bambini. Verificare se l'impianto elettrico è dotato di interruttore differenziale (salvavita): altrimenti farlo installare. Se l'impianto ha più di trenta anni è opportuno farlo verificare, perchè probabilmente non dà più le necessarie garanzie di sicurezza. Non sovraccaricare, con spine doppie o riduttori, un'unica presa di corrente con più elettrodomestici: si possono verificare corto-circuiti con conseguente pericolo di incendio. E' preferibile fare uso di prese multiple mobili. Sostituire le spine rotte con quelle nuove: è bene evitare riparazioni improvvisate con il nastro isolante. Evitare di lasciare inserite nella presa elettrica eventuali prolunghe non collegate ad alcun elettrodomestico. Inserire e togliere le spine afferrando il corpo isolante (mai tirando il filo), avendo cura di non toccare gli spinotti e di non compiere mai questa operazione con mani bagnate. Non toccare mai elettrodomestici, interruttori o spine con le mani bagnate o tenendo i piedi nell'acqua. Quando si puliscono gli apparecchi elettrici, compresi lampadari, forni, frigoriferi, ecc, è bene accertarsi che la spina di alimentazione sia staccata dalla rete. Durante la stiratura della biancheria è bene non stare a piedi nudi (meglio con zoccoli di legno) asciugarsi le mani prima di usare il ferro da stiro se si è spruzzato d'acqua la biancheria staccare la spina di alimentazione prima di riempire d'acqua il ferro a vapore aspettare che il ferro sia freddo prima di riavvolgere il cavo In bagno non lasciare mai gli apparecchi elettrici collegati alla rete sui bordi bagnati dei sanitari, nè vicino alla vasca o al lavandino pieni di acqua. Prima di qualsiasi intervento su parti elettriche, anche se si tratta di sostituire una lampadina bruciata, disinserire l'interruttore generale. Acquistare spine, prese, elettrodomestici grandi e piccoli, contrassegnati con il marchio IMQ - Istituto Italiano del Marchio di Qualità o con altri analoghi marchi di qualità europei. Bisogna tenere presente, innanzitutto, che non esiste impianto elettrico sicuro al 100%. Questo neppure nell' ipotesi di impianti progettati ed eseguiti in modo assolutamente rigoroso e nel metodico rispetto delle norme di legge (46/90). Ciò è dovuto alle caratteristiche intrinseche di questa forma di energia: invisibile, inodore, pericolosissima e invisibile ai nostri sensi finchè non ne veniamo in contatto diretto o indiretto. L' energia elettrica è la prima causa di incidenti domestici molto gravi molto spesso addirittura mortali. (vedi Effetti della corrente)
Un impianto elettrico non eseguito a regola d’arte puo’ mettere in pericolo la nostra vita Gli interventi e i lavori inerenti l' elettricità devono quindi essere effettuati esclusivamente da personale specializzato ed in possesso dei requisiti tecnico - professionali così come stabilito dalla Legge 46/90. I lavori di installazione, trasformazione, ampliamento, e manutenzione straordinaria degli impianti devono essere accompagnati dalla dichiarazione di conformità; tale documento, infatti, rappresenta l'unico atto che certifica che i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte. I rischi dovuti all’elettricita’ si verificano essenzialmente per: A) Contatto diretto B) Contatto indiretto C) Incendio o esplosione Contatto diretto Per contatto diretto si intende il contatto di persone con una parte attiva dell'impianto, per esempio, quando si tocca un filo elettrico scoperto o male isolato oppure quando si toccano con entrambe le mani i due poli della corrente. Il corpo umano è così sottoposto ad una differenza di potenziale, che provoca il passaggio di una corrente elettrica verso terra nel primo caso e attraverso le braccia nel secondo. Ciò produce una sensazione dolorosa (scossa elettrica), sempre pericolosa e talvolta mortale. Nei luoghi accessibili a tutti, la protezione deve essere totale; essa è assicurata tramite l'adozione di involucri e barriere rimovibili solo tramite l'utilizzo di un attrezzo, l'impiego di una chiave, il sezionamento automatico delle parti attive (interblocco). Il grado di protezione IP Gli impianti elettrici devono essere progettati tenendo conto degli ambienti in cui saranno installati. ll grado di protezione IP di un componente elettrico è un parametro che esprime il suo livello di protezione contro l'ingresso di corpi solidi e liquidi attraverso due numeri (da zero a sei per i solidi e da zero a otto per i liquidi). Ogni componente deve riportare tale indicazione. Per esempio IP55 sarà adatto per ambienti polverosi e sottoposti a getti d'acqua come potrebbero essere i laboratori chimici. Alcuni ambienti sono poi classificati dalla norma come a maggior rischio di incendio od esplosione e vi rientrano: biblioteche ed archivi, locali con notevole densità di affollamento, locali con strutture o rivestimenti combustibili, laboratori chimici, depositi di gas compressi, depositi di prodotti chimici, locali caldaie. Negli ambienti con pericolo di incendio od esplosione, gli impianti devono avere un maggior grado di sicurezza; per esempio nelle centrali termiche di elevata potenza si utilizza un grado di protezione del tipo AD-PE (a prova di esplosione). Le misure preventive da attuare sono: garantire un totale isolamento di tutte le parti attive con conduttori elettrici sotto traccia, entro canaline o in tubi esterni (non in metallo). Sono assolutamente da evitare collegamenti approssimativi quali piattine chiodate nei muri. non congiungere i fili elettrici con il classico giro di nastro isolante. Questo tipo di isolamento risulta estremamente precario. Le parti terminali dei conduttori o gli elementi "nudi" devono essere racchiusi in apposite cassette o in scatole di materiale isolante. sostituire tutti i componenti dell' impianto rotti o deteriorati (prese a spina, interruttori, cavi, etc.) le prese fisse a muro, le prese a spina volanti e gli apparecchi elettrici non devono essere a portata di mano nelle zone in cui è presente acqua. Contatto indiretto Per contatto indiretto si intende il contatto di persone con una massa che non è in tensione in condizioni ordinarie, ma solo in condizioni di guasto, come per esempio avviene quando l'isolamento elettrico di un apparecchio cede o si deteriora in seguito ad un guasto o ad un degrado spesso non visibile. L'involucro metallico dell'apparecchio elettrico si trova in questo caso sotto tensione ed in caso di contatto la persona può essere investita dal passaggio della corrente elettrica verso terra. Per prevenire tale rischio occorre installare un impianto di messa a terra al fine di collegare allo stesso potenziale tutte le masse metalliche. Dal collegamento a terra sono esonerati i prodotti provvisti del simbolo con il quale la ditta costruttrice garantisce l'isolamento rinforzato o doppio; tale simbolo è costituito da due quadrati concentrici. Tutti gli altri apparecchi devono essere muniti di prese a spina con polo o contatto per il collegamento elettrico a terra della massa metallica: le prese a spina di tipo piatto utilizzano il polo centrale mentre quelle di tipo rotondo utilizzano una lamella laterale. Oltre all'impianto di messa a terra per garantire la protezione dai contatti indiretta è necessario installare a monte degli apparecchi utilizzatori un dispositivo in grado di rilevare la dispersione di corrente verso terra (interruttore differenziale o magnetotermico) che interrompa il flusso di corrente elettrica prima che la stessa assuma valori pericolosi. Gli interruttori magnetotermici, i fusibili e gli interruttori differenziali devono essere coordinati con l'impianto di messa a terra in modo da garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza richieste dalla Norma CEI 64-8. Anche l'impianto di messa a terra deve essere installato e verificato da personale qualificato, cosi’ come stabilito dalla Legge 46/90, tale impianto è soggetto a denuncia obbligatoria e verifica periodica da parte dell'autorità competente. La prevenzione dei contatti indiretti si basa sui controlli periodici degli interruttori e dell'efficienza dell'impianto di messa a terra. Incendio o esplosione Per prevenire i rischi da incendio o esplosione gli impianti devono essere protetti contro: il sovraccarico (ogni corrente che supera il valore nominale e che si verifica in un circuito elettricamente sano) il corto circuito (ogni corrente che supera il valore nominale e che si verifica in seguito ad un guasto di impedenza trascurabile fra due punti in tensione). In entrambi i casi la protezione è realizzabile attraverso l'installazione di interruttori automatici o di fusibili la propagazione dell'incendio (la protezione è realizzabile attraverso l'impiego di sbarramenti antifiamma, cavi e condutture ignifughe od autoestinguenti)
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