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L'illuminazione di emergenza
é quella destinata a funzionare quando
viene a mancare l'illuminazione ordinaria
(norma CEI34-22 e IEC
589-2-22).
Si suddivide
in illuminazione di:
sicurezza
quella destinata, in mancanza accidentale della fonte ordinaria, alla
identificazione delle vie di sfollamento, permettendone l'uso anche in
condizioni di estrema emergenza (incendi, terremoti, ecc.)
riserva
quella destinata, in mancanza della fonte di luce ordinaria, a
consentire di continuare o, dove possibile, terminare con sicurezza un
ciclo di lavoro in corso al fine di evitare i danni alle persone e al le
cose.
Costruzione
L'impianto di
sicurezza deve essere alimentato indipendente da qualsiasi altro
impianto elettrico del locale, a monte degli interruttori automatici
Autonomia
La norma CEI
34-22 (par. 22.5) determina tempi di autonomia di 1h e 3h; questi valori
sono
indicativi in quanto non tengono conto di reali situazioni di
emergenza locali. Nel caso di impianti di pubblici é richiesta
un'autonomia minima di 1h (CEI 64-10).
Tutte le
batterie, sia al Piombo che al NiCd, subiscono una perdita
dell'effettiva capacitą durante la loro vita, che si riduce
ulteriormente nel caso di lunghi tempi di immagazzinamento o di
funzionamento in ambienti ad elevate temperature.
Gli apparecchi
di emergenza autonomi devono impiegare batterie che non richiedano la
sostituzione per almeno 4 anni di funzionamento ordinario (CEI 34.22
par.22.6.3).
La
sostituzione delle batterie e' necessaria quando l'appar ecchio non
soddisfa pił la prestazione di durata dichiarata. Per un impianto di
illuminazione di sicurezza la scelta del tempo di autonomia deve essere
legata alla valutazione del tempo nece ssario all'evacuazione dei locali,
mentre per un impianto di riserva la scelta dipende dal tempo necessario
per concludere un ciclo di lavoro.
Manutenzione
La norma CEI
64-10 prescrive che gli impianti di sicurezza siano controllati e messi
in funzione da personale autorizzato prima dell'ingresso del pubblico
nel locale e
l'efficienza e l'autonomia siano controllati almeno ogni 3 mesi. |